Questa abitudine deriva probabilmente dal Basso Medioevo, quando i signori cominciarono a preoccuparsi anche della scenografia dei piatti; il motivo della lardellatura, infatti, non è tanto il sapore (anche se questo procedimento mantiene morbida la carne) ma il fatto che, una volta servita la carne, quello che resta dei lardelli la “decorerà”.
La carne di selvaggina è sempre estremamente magra, e per mantenersi morbida è necessario che si aggiunga del grasso; il più usato è il grasso di maiale, perché il suo sapore non interferisce con il gusto della selvaggina.
La proporzione olio-vino varia a seconda del tipo di cottura che si sceglie; la marinatura a maggioranza di olio è preferibile per arrosti e grigliate, mentre per i brasati è preferibile usare una maggioranza di vino, in quanto il vino ammorbidisce di più le fibre della carne.
Questa abitudine nasce nel Rinascimento, quando si prestava molta attenzione alla presentazione dei piatti; se non si lega la lepre, prima della cottura, si rischia che la testa dell’animale non rimanga dritta, rovinando la composizione.
Nel Medioevo le stoviglie erano soprattutto di metallo, ma erano diffuse solo tra i personaggi più importanti.Gli altri commensali avevano a disposizione una grande fetta di pane su cui posavano le carni, quasi sempre arrostite; queste fette si imbevevano quindi di salse e condimenti.Venivano poi messe in un pentolone con brodo o acqua e usate per sfamare la servitù.
Preparare una minestra “piatto unico” è una antica consuetudine contadina; la domenica si preparava il bollito misto e nella tarda mattinata gli uomini della casa bevevano una tazza di brodo con una fetta di pane giallo molto pepato.
La legislazione medioevale di molti castelli italiani obbligava i contadini ad allevare polli e galline solo per rifornire di uova il castello.
Il maiale è un animale estremamente semplice da allevare e nutrire; per molti secoli è stata l’unica alternativa alla carne degli animali da cortile, per i contadini. Solitamente nel Medioevo veniva allevato in branchi allo stato brado, e ucciso verso la fine dell’anno, quando non si trovava più foraggio. Ma al di la delle tradizioni contadine, il motivo per cui la carne di maiale è la più usata in cucina è la sua versatilità: non solo è commestibile dalla testa ai piedi (coda compresa), ma cambia sapore a seconda del trattamento effettuato una volta macellato, tanto da sembrare addirittura una carne diversa.
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